giovedì 8 luglio 2010

I DOCENTI OVER CINQUANTA SONO PERICOLOSI

Periodicamente, a scansione bimensile circa, esce un articolo col dato che la classe insegnante in Italia è troppo ‘vecchia’, cioè supera i 50 anni di media. Per rimarcare la notiziona si riportano i dati di altri Paesi, che se letti bene alla fin fine non è che siano tanto meglio dei nostri : qualche punticino di percentuale che di certo non fa la differenza, mentre essendo molto differente il loro sistema di reclutamento e la disponibilità di lavoro , fa sì che ci sia un ricambio dovuto più alla possibilità di trovare di ‘meglio’ che altro. Comunque sia , al di là delle motivazioni ovvie di questo andamento ( che si fa ? Quando un insegnante compie 50 anni lo ammazziamo? ), e alla contraddizione di rimarcare come dannoso un tal fatto mentre dall’altro l’età pensionabile viene aumentata di anno in anno, io non capisco quale sia il problema. Un insegnante over 50 è peggio di un 30enne per definizione anagrafica? O non è che invece proprio in virtù dei suoi 20 anni e più ha una cultura generale più solida, varia, articolata e meglio strutturata di un pischelletto allevato negli anni 80 , che non legge nulla che non sia la lezioncina che porta in classe e ha una cultura storica, letteraria e politica quasi prossima allo zero? Allora mi viene da pensare proprio questo : temono gli insegnanti over 50 perché sanno che sono persone decisamente più colte, allevate con valori di identità e libertà ormai divenuti un intralcio per la ‘nuova’ pseudopedagogia che infatti trova ancora troppi oppositori e detrattori del nuovo corso. Dunque , caro Ministero della pubblica Istruzione, deciditi : o li metti tutti in pensione così i giovincelli ammaestrati e sottoculturati non ti daranno più alcun fastidio, o stai zitto con queste assurde statistiche del menga e accetti il fatto che proprio la maturità maggiore di questa classe insegnante è un valore aggiunto e può , vedi un po’, anche educare le nuove generazioni demotivate, maleducate e abbandonate dalle famiglie con genitori eternamente figli e immaturi. Il fatto che ‘ le insegnanti di scuola dell’infanzia e della primaria ‘ siano più vecchie dei genitori non è sbalorditivo, ma è cosa ovvia, giusta e decisamente utile a questi poveri bambini. (E poi io mi ricordo che i miei insegnanti non erano neanche una volta tanto giovincelli, anzi, li ricordo piuttosto vecchietti e malandati.)
Chiunque lavori nella scuola, specie primaria, può verificare l'inconsistenza culturale delle nuove leve. Nella mia scuola circa la metà ( su un centinaio) sono ragazze appena uscite dall’ università o che insegnano da pochi anni…io vi giuro, non sanno un cazzo, e non dico solo di quelle 4 acche che hanno imparato a scuola, perché magari quelle le sanno e con ciò si ritengono a posto, ma sono assolutamente prive di cultura generale, non hanno alcuna coscienza politica, né sociale ( e ciò le rende più appetibili ovviamente),e udite udite, non sanno nemmeno usare il computer al di là del programma di scrittura : niente di niente . Dobbiamo ogni anno fare corsi su corsi perché ci capiscano qualcosa, e i corsi sono tenuti proprio dalle insegnanti più ‘vecchie’. Va da sé che la notizia ricorrente vuol quindi insinuare un tarlo ben strumentalizzato contro la generazione di coloro che viene sovente definita dei post sessantottini ( senza tenere conto che uno che oggi ha 50 anni nel 68 ne aveva solo 10, ma la matematica si sa….) che ancora ‘osano’ inneggiare alla libertà di insegnamento, ‘insistono’ nell’insegnare i Valori della pace, della libertà e dell’uguaglianza, lo sviluppo dello spirito critico e creativo in un regime che non ne vuol più sentir parlare.

4 commenti:

Caigo ha detto...

Le contraddizioni sono forti e non solo nel settore scuola.

Ci si lamenta per l'età matura del personale ma nello stesso tempo si fanno entrare sempre più tardi i giovani nel mondo del lavoro.
in molti casi mi chiedo se ha senso definire "giovane" una persona che arriva a conquistare il suo primo lavoro.

Anche se arrivano relativamente presto al lavoro lo fanno con una preparazione approssimativa e spesso svuotati emotivamente di quell'energia che li dovrebbe aiutare in questa fase della loro vita.

Ingenuamente mi chiedo: ma è mai possibile che questa situazione palesemente decadente giovi a qualcuno? Il semplice buon senso non dovrebbe invitare "qualcuno" a porre rimedio a questo imbarbarimento del nostro paese?
Quale soddisfozione si può avere sapendo che il nostro si sta trasformando in un popolo di amebe?

Filo ha detto...

Gentile Aleph,sono una insegnante di scuola primaria over 50,condivido in pieno i contenuti che hai espresso nel post con raffinata ironia.
Aggiungerei ancora un tratto per completare il quadro clinico della personalità delle colleghe giovani:l'arroganza. Ma d'altronde ci sono in giro tanti ottimi esempi!
Aurevoir.

ALEPH ha detto...

Caigo : sì, la questione anagrafica vale in tutti i settori e la tirano fuori a piacimento 'quando serve' ad eliminare un pò di gente...
Filo : se insegni alla primaria sai di certo di cosa parlo!!! Ma io credo ci sia uno scopo in tutto ciò...PS. interessante il sito a cui riporta il tuo nik, ciao!

La Mente Persa ha detto...

Ci stanno rincoglionendo per bene.
Secondo me stanno prendendo il pubblico impiego (nei suoi vari settori) come teste per promuovere certe manovrine contro i diritti dei lavoratori.
Ho paura che queste restrizioni siano promosse a livello europeo (vedi Grecia).

Il mio migliore insegnante, lo ricordo ancora, aveva 50 anni e per prima cosa ha insistito sul cercare di sviluppare negli alunni una loro identità, un loro spirito critico.