domenica 27 giugno 2010

TUTTO A PEZZI

Cullata da questo ottimo clima temperato e aerato di questa estate continentale, leggo di tutto un po’. Ho acquisito negli anni questa brutta consuetudine di non leggere un libro per volta ma destreggiarmi tra più testi di varia natura, così in contemporanea salto da narrativa a saggi a riviste tematiche ( prevalentemente storiche) a letture internettiane sincopate e essenzializzate. Ciò che ne perde in questo zapping è IL LIBRO, quello di narrativa, che non riesco più a gustare nei dettagli, scavare nello stile, scoprire tra le righe : l’irrequietezza da lettrice che ‘non vuol perdere nulla’ mi fa saltare intere pagine che d’istinto reputo lungaggini inutili quando invece di sicuro vi si nascondono elementi d’eccellenza che vado per forza a perdermi. Pur sapendolo, però, non mi riesce di tornare alle buone abitudini, la frenesia temporale mi domina e la curiosità anarchica mi disperde. Succede anche con la musica. Delle opere sinfoniche o concertistiche si ascoltano ormai solo i passaggi che più ci emozionano, tralasciando il percorso che li introduce. Tutta colpa dell’ iPod. Una volta l’ascoltare musica’ era una cerimonia. Innanzitutto ci si predisponeva prendendosi il tempo. Poi si prendeva il vinile, lo si adagiava con estrema cura nel piatto, si puliva la puntina, si impostava l’equalizzatore al brano e infine ci si sedeva concentrati nel punto in cui il suono sarebbe arrivato ‘ giusto’. Si ascoltavo tutto, fino in fondo. L’era dei CD non aveva cambiato poi molto il rito, al massimo si andava un po’ avanti con il telecomando, ma non essendo ancora abituati sembrava un sacrilegio e lo si evitava. Con l’iPod , non si ascolta più un pezzo per intero manco a morire. L’idea di avere lì a disposizione di un tocco 15 Cd di vario genere, spinge la psicologia famelica del tutto e subito a saltare da un brano all’altro e da un autore all’altro. Non credo ci sia ancora qualcuno che ascolti un cd per intero, anzi, di un cd si salvano ormai si e no due brani e infatti in breve si è passati alla famigerata compilation. Ecco, probabilmente con l’ e.book faremo lo stesso : non leggeremo mai più un libro per intero ma solo pezzi che estrapolati dal loro tessuto creeranno un patchwork culturale che ci farà perdere la ‘memoria’ di ciò che l’autore voleva trasmettere e dalla infarinatura di tutto un po’ ne uscirà una ignoranza del tutto intero. Siamo diventati dei lettori antologici senza accorgercene. Siamo più attratti dall’aforisma che dal trattato. Ragione per cui preferiamo wikipedia e youtube per una immediata ricerca senza approfondimenti, e leggiamo di preferenza gli occhielli piuttosto che tutto l’articolo.
Con questo, non intendo dire nulla di più : evidenzio un fatto che osservo soprattutto in me stessa. E’ un bene? E’ un male? Ci permette di occuparci di più cose in minor tempo? O perdiamo reali informazioni nel tentativo di recuperare tempo? Boh. Di sicuro c’è che non si ‘gusta’ più nulla e questo si riversa poi anche nel modo di vivere. Ho l'impressione che anche nei sentimenti valga la compilation.

3 commenti:

il monticiano ha detto...

A pezzi non solo libri e musica. anche altro.

giardigno65 ha detto...

ma il multitasking esiste davvero ?

lasettimaonda ha detto...

Meno male che non hai generalizato.......come spesso accade, anche ora sono voce fuori dal coro.
Mi spiego: ho notato ach'io questa tendenza, che non mi piace affatto.
Per fortuna non mi coinvolge, anch'io, come e, amo leggere più di un libro alla volta, ma in tutta la sua stesura.
La musica non riesco a "piantarla lì", mi coinvolge troppo, non parliamo del cuore....satare qui e là, non l'ho mai fatto, nemmeno quando ero una giovane e bona fanciulla!
Non che sia un esempio do virtù, anzi, mi son sempe beccata della folle, anticonformista e un pò imprudente, moi han sempre dettoche il mio difetto (?) è di voler fare sempre tutto al massimo.
Forse è per questo che lasciare a pezzi qualunque cosa, non è proprio insito nel mio carattere!!!
Che bello, è iniziato luglio ed inizia pure un bel caldo......
Un abbraccio!Syl